La storia della magica Atene è talmente intrecciata con la mitologia da rendere davvero difficile separare la realtà dalla leggenda.
Secondo il mito, il nome Atene deriva dalla disputa tra due dei più potenti dei dell’Olimpo: Poseidone, dio del terzo dell’universo, che era il mare (nonché potentissimo fratello di Zeus), e Atena, la più saggia delle dee, figlia dello stesso Zeus.
Entrambi i contendenti cercarono di conquistarsi i favori degli Ateniesi ma, nonostante i magnifici doni di Poseidone, Atena vinse la competizione grazie a un semplicissimo dono: una pianta d’ulivo, l’unica veramente adatta a crescere nell’arido terreno ateniese.
Pare che la vittoria di Atena derivasse dal popolo a cui il re Cecrope chiese di votare il dono più bello: le donne votarono Atena e gli uomini Poseidone, ma essendoci tra la popolazione una donna in più, prevalse la dea.
Cecrope, sempre secondo il mito, fu il primo vero re di Atene e viene descritto come un essere primordiale, metà serpente e metà uomo, nato dalla terra stessa e quindi autoctono, e come colui che introdusse la monogamia, il culto degli dèi, l’usanza di seppellire i morti e la divisione dell’Attica in dodici comunità.
Cecrope, la cui moglie si chiamava Agraulo cioè colei che sta sul campo, aveva tre figlie, dette anche Agraulidi, cioè “coloro che dimorano con il serpente”, che si chiamavano Erse, goccia di rugiada, Pandroso, completamente irrorata di rugiada e Agraulo, splendida, che portava lo stesso nome della madre.
In particolare proprio sulla morte di Agraulo esistono tante leggende, la più famosa narra di come la fanciulla si fosse sacrificata per Atene che, assediata, secondo un oracolo si sarebbe salvata solo se un cittadino si fosse lanciato volontariamente nel vuoto dal punto più alto dell’Acropoli. Fu proprio Agraulo a lanciarsi e a dare la propria vita per Atene.

